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Fonio: Cereale del Benessere e del Futuro

Fonio: Cereale del Benessere e del Futuro
19 Gennaio 2024 Umberto
In Articolo

Fonio: Il Cereale Africano del Benessere e dell’Eccellenza Culinaria

Originario dell’Africa e coltivato da oltre 5000 anni, il fonio è un antico cereale apprezzato non solo per la sua storia radicata, ma anche per le sue qualità culinarie e nutrizionali, tanto da conquistare la tavola di chef stellati. Diviso principalmente in due tipi, Digitaria exilis e Digitaria iburua, il fonio si distingue per i suoi chicchi simili al cous cous, ma con un gusto più delicato e, cosa rara, è naturalmente privo di glutine.

 

Flavia Bernini, biologa e nutrizionista, ci guida alla scoperta di questo superfood. Ricco di vitamine del gruppo B, antiossidanti, ferro, magnesio e zinco, il fonio si distingue per il suo contenuto in fibre che regola l’assorbimento di zuccheri nel sangue e favorisce la salute intestinale. A basso contenuto di sodio e grassi, senza colesterolo, il fonio presenta uno spettro aminoacidico più completo rispetto ad altri cereali.

La sua versatilità culinaria spazia dalla preparazione di pane, torte e biscotti utilizzando la farina, a colazioni nutrienti a base di porridge con frutta fresca e scaglie di cioccolato. I chicchi possono essere impiegati in svariate ricette, sostituendo cereali come miglio, quinoa o cous cous. Bernini suggerisce anche la preparazione di gnocchi, polpette e burger vegetali grazie alla leggera consistenza pastosa del fonio cotto.

Oltre alle sue virtù gastronomiche, il fonio si posiziona tra i 50 alimenti del futuro, dimostrandosi non solo benefico per la salute umana ma anche amico dell’ambiente. La sua coltivazione rapida anche in terreni aridi, senza l’uso di antiparassitari e con un basso consumo d’acqua, lo rende cruciale per la sostenibilità agricola. L’introduzione del fonio in Europa e nel resto del mondo rientra in un progetto a favore della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile, confermandolo come un alimento prezioso per garantire la sussistenza delle popolazioni che lo coltivano.

 

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